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Archivio Dicembre 2006

Seppellita l’ascia di guerra contro gli evasori fiscali.

18 Dicembre 2006 Nessun commento

Dopo quattro mesi di schermaglie ed annunci bellicosi, molti evasori e contribuenti cominciavano a temere il peggio (per loro), ossia, che il vice-ministro dell’economia e delle finanze Visco volesse fare sul serio. Nelle more della discussione parlamentare della legge finanziaria 2007 la popolarità del governo si è consistentemente abbassata e lo stesso Presidente Prodi è stato contestato e vilipeso in maniera indegna nel corso di manifestazioni preventivamente organizzate. In mezzo ad un tormentone circa la scarsa capacità di comunicazione del governo, già da alcune settimane, alcuni ministri e vice-ministri si erano esercitati in dichiarazioni che hanno avuto ed hanno il significato di volere attenuare la linea di rigore che questo governo ha seguito nei primi mesi della sua esistenza adottando provvedimenti certamente impopolari anche perché si applicheranno indistintamente agli evasori veri e/o presunti tali. Ma le Festività Natalizie sono alle porte ed anche gli evasori veri devono potere stare un po’ più tranquilli e così, dopo mesi di trattative dietro le quinte, ossia, al riparo dalle polemiche giornalistiche sull’opportunità o necessità di alcune misure, il governo ha deciso di deporre e forse sotterrare definitivamente l’ascia di guerra e le altre armi fin qui brandite. Mi riferisco alla firma dell’accordo sugli studi di settore (SdS) avvenuta il 14.12.2006 tra il vice-ministro dell’economia e le finanze Visco, il ministro dello sviluppo economico Bersani, il sottosegretario per l’economia e le finanze Lettieri e i Presidenti di Casartigiani, della CNA, della Confartiganato, della Confcommercio e della Confesercenti. L’accordo rilancia quello precedente sottoscritto il 26 settembre 1996.

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Le ragioni del declino dell’Italia.

5 Dicembre 2006 1 commento

Ci sono coloro che prendono atto che il declino c’è ed è innegabile se si mettono a confronto i dati sulla crescita economica negli ultimi quattro decenni e i negazionisti, quelli che, magari in buona fede e/o per esorcizzarlo, dicono che non c’è oppure che c’è ma, essendo esso male comune di tutta l’Europa, è come se non ci fosse o si limitano ad analizzare solo le cause comuni: welfare generoso, rigidità del mercato del lavoro, sforzo di lavoro meno intenso che negli Stati Uniti, ecc..

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