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Archivio Giugno 2009

Cogestione e/o compartecipazione?

 

Nel mezzo di una delle più gravi crisi economiche e finanziarie e della trattativa FIAT-CHRYSLER  e FIAT-OPEL, alcuni commentatori scoprono che negli USA i sindacati diventano azionisti della nuova società e in Germania c’è la cogestione. Buontemponi e non si chiedono retoricamente: perché in Italia no? Serve un po’ di storia per spiegarlo. Negli anni ’70 solo a proporre l’idea della cogestione si veniva considerati servi del capitale o dello Stato imperialista delle multinazionali. Negli anni ’80 e ’90 o del trionfo dell’ideologia neo-liberista e mercatista, la questione non fu mai all’ordine del giorno. Meno che mai negli anni ’90 e più recentemente quando il problema fu ed è stato la stabilizzazione dei conti pubblici nel 1992, 1997 e 2007, prima per  l’ingresso nell’euro e poi per restarci dentro. A parte la ostilità ideologica alla proposta da parte della classe imprenditoriale, in fatto, è il tipo di capitalismo familiare delle piccole e medie imprese che non si presta gran che  alla formalizzazione di una procedura di partecipazione. Con riguardo alle grandi imprese, ogni tanto, in qualche convegno, si è discusso di eventuale partecipazione dei lavoratori dipendenti agli utili ma mai si è arrivati vicini a una qualche decisione da parte del legislatore.

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