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Archivio Maggio 2010

Carlo Vallauri valuta il compendio filosofico di Dupré.

Edizioni Dedalo ha pubblicato in 50 grandi idee di filosofia di Ben Dupré un compendio delle maggiori teorie filosofiche, un testo molto utile sia per chi ha già conoscenza del loro contenuto (e quindi può riflettere su di esse), sia chi ne è a digiuno e può trovare qui una strada per l’iniziazione all’argomento.

Il libro offre un panorama intelligente e succoso, in una esposizione originale e precisa, ricca di connessioni, richiami, invenzioni, illustrando, con dovizia rigorosa di argomenti, ogni singola “idea”, senza perdersi nel tentativo di dare ad ognuno di esse una spiegazione completa quanto di indicarne alcuni caratteri salienti, attraverso i quali il lettore è in grado di intendere gli aspetti essenziali, individuando in ogni “idea chiave” un punto di riferimento.

Inoltre si unisce alle tesi chiaramente narrate, una serie di accenni che facilitano la comprensione di fenomeni della vita reale, cercando di distinguere ad esempio morale da filosofia, chiarendo che cosa si intende per “etica della virtù” o per intrattenere più ampiamente intorno ad alcuni principi o per spiegare le contrastanti argomentazioni, come attorno al tema della pena di morte.

Naturalmente si passa dal “giusto mezzo” di Aristotele nella ricerca del “bene dell’uomo” agli insegnamenti biblici, al ruolo dell’autorità, alle facoltà dell’anima. Il tratto fondamentale nel libro è trarre da ogni idea alcuni suggerimenti pratici attraverso l’uso di metafore, paradossi, giochi intellettuali. Anzi questi ultimi vengono a costituire la nota dominante dell’intero testo nella limpidezza di un linguaggio semplice, attraverso cui si consente al lettore di appropriarsi del significato esatto di certe parole e di certi concetti, seguendo i suggerimenti di Wittengestein. Il lettore non si arresti quando gli sembra troppo complesso il discorso sottoposto alla sua attenzione: rilegga con attenzione e troverà appunto la conferma che al di là delle tecnicità professionali vi sono espressioni in grado di facilitare la conoscenza dei singoli campi nei quali i grandi autori si sono avventurati.

Il libro costituisce un autentico gioco di intelligenza con il quale il lettore è tenuto a confrontarsi. Lettura non leggera certo ma stimolante, e particolarmente necessaria in tempi di coinvolgimento verso un semplicismo ingannatore. Significative altresì le pagine sull’arte e i riquadri sintetizzanti il pensiero di un autore: esemplare il tema della libertà intellettuale in Mill, un pensatore poco noto in Italia anche tra le persone “colte”, gli insegnanti, gli “intellettuali”, proprio perché le sue idee restano baluardo contro ogni dogmatismo.

Anche a queste carenze dunque provvede Dupré con la compilazione di questo testo fecondo.

In corso di pubblicazione su Scena Illustrata

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Come uscire dalla crisi economica.

18 Maggio 2010 2 commenti

Ha  detto bene il mio Ascanio de Sanctis Http://www.facebook.com/profile.php?id=1633536158&ref=profile#!/profile.php?id=1800979213 . Per uscire dalla crisi, serve aumentare gli investimenti pubblici e privati, ridurre gli sprechi pubblici, aumentare la spesa per la ricerca e lo sviluppo, per la formazione e riqualificazione dei lavoratori, per la prevenzione sanitaria, per il riassetto idrogeologico del territori, per la lotta all’evasione fiscale e alla criminalità organizzata.  La strategia di politica economica e finanziaria è corretta ma è altrettanto difficile da attuare nel breve termine specie per quei governi che, negli scorsi anni, prima hanno negato che ci fosse la crisi;  poi hanno detto che essa era solo psicologica; dopo poi, hanno detto che era passata; e ora scoprono che ci siamo dentro fino al collo.  La strategia è difficile perché per riqualificare la spesa pubblica (riducendo gli sprechi e aumentando le spese in conto capitale) serve una dirigenza pubblica qualificata e responsabile. E in generale questa manca. La lotta alla criminalità, all’evasione fiscale e alla corruzione,  se mai condotta seriamente, richiede tempi più o meno lunghi e cambiamenti culturali.

Personalmente non ritengo che nel caso italiano siano necessarie riduzioni generalizzate dei salari e delle pensioni , ma misure selettive di blocco degli aumenti sì. Salari e pensioni sono già a livelli bassi come ci dice l’OCSE. Bisogna risparmiare sugli aumenti perché bisogna investire di più per rilanciare la crescita. Un aiuto può venire dalla svalutazione in corso dell’Euro  ma se i guadagni di competitività fossero subito assorbiti da aumenti generalizzati dei salari e dei prezzi, l’aumento previsto dei profitti delle imprese difficilmente si tradurrebbe in maggiori investimenti. Le imprese esposte alla concorrenza internazionale sono all’incirca un quarto dell’insieme e molte di esse delocalizzano in altri Paesi. Serve quindi uno sforzo congiunto delle altre imprese e dell’operatore pubblico.

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