Home > Argomenti vari > In memoria di Giorgio Spinelli

In memoria di Giorgio Spinelli

Quella di Giorgio (18/07/43-11/01/12) è stata una vita border line
Con tanti momenti di gioia ma anche di sofferenza
La sua mente ha attraversato strade difficili su cui tanti si sono persi
ma lui no perché era forte e, dopo le crisi, era sempre lì deciso a riprendere il suo lavoro, il suo cammino a volte anche in solitario
Nelle dovute proporzioni, mi viene in mente una analogia e una differenza con Nash. Di questi, ho letto la bellissima biografia di Sylvia Nasar
Nash aveva le allucinazioni, Giorgio no
L’analogia è nella loro ferrea volontà di rimettersi a lavorare
In 45 anni non l’ho mai sentito lamentarsi
Aveva un grande senso dello humour
Aveva la gioia di vivere
Aveva la passione di conoscere il mondo
Coltivava la musica

Avevamo vissuto negli anni ’60 e ’70 indimenticabili week end nella casa del comune e fraterno amico Maurizio Giacinti in quel di Fiano Romano
Poi negli anni ’80 il lavoro (con il mio incarico al Secit e all’Università di Parma) diradò temporaneamente i nostri incontri .
Negli anni ’90, ci ritroviamo nello stesso piano della stessa Facoltà
E i rapporti si intensificarono di nuovo
Aveva la passione per la vita e la ricerca e
coltivava molto il rapporto con gli studenti che lo ricambiavano
Teneva al suo lavoro più che a ogni altra cosa
Durante la crisi del 2005-06 ho cercato di convincerlo a lasciare qualcuno dei suoi gravosi incarichi la sua tensione.
Anche Attilio Celant ci ha provato, ma non c’è stato niente da fare.
Il suo lavoro era tutto, era la sua ragione di vita.
E non escludo che il fatto che, per qualche anno, dopo la crisi di cui sopra, mi guardò con sospetto, fosse dovuto al mio tentativo esplicito di convincerlo a lasciare alcuni degli incarichi più gravosi.
Il suo lavoro lo svolgeva con grande passione.
Gliene siamo grati.
Ha servito bene l’istituzione in cui molti di noi, come lui, abbiamo lavorato sin da studenti.
Addio Giorgio
Ci mancherai tanto!

Categorie:Argomenti vari Tag:
  1. gianluigi
    17 Gennaio 2012 a 18:00 | #1

    per noi era il Prof e per lui ero il “cartaro” perchè non avendo ancora terminato il dottorato non ero degno di essere considerato cartografo…
    Era così a volte burbero ma pieno di affetto per noi che eravamo la sua famiglia e ci trattava proprio da figli, a volte si assentava per le sue riunioni coi “baroni” (così li chiamava!) per mercanteggiare i fondi e quando tornava ci rasserenava dicendo “state tranquilli anche stavolta ci ha pensato papà”.
    Ed era vero perchè grazie a lui quei pochi soldi ci permettevano di applicare i nostri studi…
    Era un grande perchè mai ci impose di leggere un suo scritto eppure ne aveva da farci imparare.
    Ci ha insegnato l’umilità di fronte al sapere e orgogliosi di essere stati suoi allievi.

  2. Enrico Petrucci
    18 Gennaio 2012 a 16:24 | #2

    Con Giorgio Spinelli ho condiviso musica, letture, amicizia profonda, ho condiviso la sua malattia, la sua infinita voglia di vivere, la sua allegria, l’ironia di chi riesce in qualunque momento ad uscire dagli schemi. Giorgio non si schierava mai per partito preso, era un puro. Davvero lo era! Giorgio era per me come, o forse più, di un fratello. Ora sto riascoltando “Flowers for you” e ricordo le sue parole quando mi chiese candidamente di comporre per lui canzoni in lingua inglese e disse: “Una canzone deve parlare fiori da regalare a chi si ama fortemente”. Giorgio sarai sempre nel mio cuore. Enrico

  3. maria
    27 Gennaio 2012 a 18:55 | #3

    La invito gentilmente e formalmente a rimuovere IMMEDIATAMENTE la sua pubblicazione “In memoria di Giorgio Spinelli” in quanto nella stessa sono riportate informazioni, sue deduzioni e sensazioni, sulla salute mentale del mio congiunto, non corrispondenti al vero e lesive del suo buon nome. Le ricordo che nel nostro Paese esiste una Legge a tutela sulla privacy.

    Maria Spinelli

  4. enzorusso2020
    28 Gennaio 2012 a 11:56 | #4

    Leggo con ritardo il suo invito e me ne rammarico. Nel mio scritto, non ho menzionato alcuna malattia mentale. Lo faccio ora. Giorgio soffriva di depressione come tanti di noi. Si tratta di una malattia c.d. sociale che affligge il 30% circa della popolazione. Sono stato e rimango un amico fraterno di Giorgio che ho conosciuto a metà anni ’60. L’ho amato e stimato come un fratello. Lungi da me l’idea di offendere il suo buon nome. Immagino che Lei sia una parente che non ho avuto modo di conoscere. Le chiedo scusa se indirettamente ho offeso la sua sensibilità ma francamente non vedo che cosa c’entri la legge sulla privacy.

  5. King monkey
    6 Febbraio 2012 a 11:23 | #5

    Volevo essere solidale con il prof. Russo che è stato mosso da una genuina amicizia nei confro0nti di Giorgio.
    Non conosco bene il Prof. Russo ma conoscevo bene Giorgio però e sarebbe stato molto contento di leggere la sua lettera proprio perchè estremamente fraterna. Un amico si ricorda nei momenti felici e nei momenti difficili, e non mi sembra che si sia violata la privacy(solo un demente plagiato dalle tv può dire una cazzata del genere), più che altro è stata violata l’inteliggenza umana ma non dal Prof. Russo ma dall’interlocutore che la cazziato.
    Evidentemente Lei pur essendo un parente di Giorgio lo conosceva poco…
    Pace e bene

  1. Nessun trackback ancora...
Codice di sicurezza: