Archivio

Archivio per la categoria ‘Spettacoli’

Carlo Vallauri recensisce il film di Martone: Noi credevamo

6 Dicembre 2010 Nessun commento

Ogni evento storico è liberamente interpretabile da chi scrive opere creative, e così è stato per Anna Banti alla cui lettura si richiama il nuovo testo cinematografico di Mario Martone Noi credevamo. Il film narra infatti le vicende di un gruppo di cospiratori dagli ideali mazziniani, i quali nel 1828 – in età di pieno dominio della Restaurazione in Europa ed in particolare del dominio borbonico nell’Italia meridionale – lottano nel Cilento per la libertà e l’unificazione nazionale, ma subiranno il duro peso di una repressione brutale. E seguendo il filo dei tenaci e coraggiosi sostenitori di quegli ideali, il regista fa vedere agli spettatori tratti e momenti significativi di quelle storie di un Risorgimento, considerato “incompiuto”, secondo le posizioni ed azioni di più convinti ed intransigenti rivoluzionari che esprimono la loro insoddisfazione e protesta per le successive pagine negative della storia nazionale, come si evidenzia in vari episodi sino allo sfortunato tentativo sull’Aspromonte dei garibaldini nel 1862 per dare un seguito positivo alla avvenuta costituzione del Regno e alla delusione per la esperienza trasformistica del Parlamento italiano, che sarà simboleggiata poi nel personaggio di Crispi.

            La scelta di uno specifico filone, tra i tanti che hanno contribuito alla formazione dello Stato unitario, fornisce quindi gli elementi critici per sottolineare il disincanto di quella grande speranza per la quale tanti – come i cospiratori del Cilento – si sono sacrificati. E nella raffigurazione di quella parte di italiani vi è una sostanza storica d’indubbio valore, e pertanto l’intera costruzione ha una sua intrinseca scenica vitalità, pur nell’asprezza di un giudizio che per sua stessa natura non può affrontare altri aspetti del fenomeno risorgimentale, in base ai quali in effetti l’unità italiana si è conseguita, e i cui risultati non possono essere considerati solo nei sacrifici compiuti e negli obiettivi più alti non conseguiti. Lo Stato nel quale noi oggi viviamo è stato il frutto di quelle battaglie ma anche di altre qui volutamente taciute (proprio perché diverso era il fine da raggiungere) e che nella visione popolare preferisce ad esempio ricordare il “miracolo” dei Mille di Garibaldi, l’epopea di Roma repubblicana e – perché no? – quanto portato a termine attraverso le trasformazioni avvenute con i pur tardivi interventi per estendere l’alfabetizzazione, assicurare un codice civile tra i più moderni del mondo (ogni straniero era parificato nei diritti civili e politici agli italiani, come allora avveniva nella sola Inghilterra), ed altre positive conquiste, pur tra le furiose repressioni dello spontaneo brigantaggio meridionale e le tante altre pagine buie della storia patria. È un’opera che ha saputo descrivere, con sobria asciuttezza drammatica, la realtà di una Italia che faticosamente si componeva ad unità, lasciando insoluti tanti altri problemi e sarebbe sbagliato valutare questo singolare e attraente lavoro artistico confrontandolo con quel che ad altri può sembrare manchi nel film. Quindi un giudizio chiaramente positivo perché Martone è riuscito a far conoscere ed apprezzare sul piano cinematografico uno dei filoni più preziosi e significativi della giovane Italia mazziniana, ricca di spirito rivoluzionario, di disponibilità al martirio, e proprio quelle azioni violente allora eseguite o tentate, nella loro contraddittoria simbolicità, sono tra le pagine più esemplari di una indelebile testimonianza.

Categorie:Cinema Tag:

Vincere o del fascino del dittatore Mussolini smascherato da Bellocchio di Carlo Vallauri

            La moltiplicazione dei consensi che i moderni mezzi di comunicazione riescono a conseguire rende più isolato il singolo che a quel comune sentire vuole sottrarsi. Questo è il dramma di Ida Dalser, rinchiusa per volontà del dittatore in un manicomio, e di suo figlio Albino, frutto di un amore appassionato con il giovane Mussolini.

Prosegui la lettura…

Lo spettacolo è il programma.

 

Lo slogan degli studenti francesi del maggio 1968 era: "l’immaginazione al potere". Dopo la decisione di Berlusconi di spostare il G8 dall’isola della Maddalena all’Aquila, lo slogan del Presidente del Consiglio dei ministri potrebbe essere: "l’improvvisazione al potere".

Prosegui la lettura…